RAI3 - GEO GEO: L'UOMO CERVO DI CASTELNUOVO AL VOLTURNO

Tratto da Rai3 - Geo Geo

RAI STORIA: GLI ZAMPOGNARI DI CASTELNUOVO AL VOLTURNO

Tratto da Rai Storia

Castelnuovo al Volturno, frazione di Rocchetta al Volturno, nel passato è stato comune a se o annesso a Scapoli. Distrutto interamente a fini propagandistici durante l'ultimo conflitto mondiale è particolarmente noto per essere la patria degli zampognari, (suonatori della Zampogna).Da una strada che costeggia lateralmente il borgo  si può raggiungere  Monte Marrone, teatro nella II guerra mondiale di una epica impresa bellica che spiano il terreno al rinnovato esercito Italiano per la successiva liberazione del paese   Da segnalare a Carnevale,  l'ancestrale pantomima del Cervo simbolo di estremi e contraddizioni  e segno di una vicenda umana incomprensibile e necessaria.

In una rivista specializzata di alcuni anni fa un novello zampognaro proveniente da Castelnuovo a Volturno narrava il suo primo incontro con l’ancestrale strumento a fiato e le lunghe settimane trascorse in giro per l’Italia a diffondere le dolci novene natalizie.

Il giovane zampognaro racconta di quando da bambino seguiva il nonno nel periodo dell’avvento, quando partivano per l’Abruzzo, per il Lazio e per la Campania e recitavano e suonavano la novena di Natale in cambio di una modesta offerta, olio o pochi centesimi.

Per nove giorni consecutivi racconta l’allora giovane zampognaro proveniente da Castelnuovo si visitavano decine di famiglie fino alla vigilia di Natale.

Si tornava poi a casa camminando per giorni interi sotto la neve ed il vento tagliente, attraversando monti e pianure, ma con il cuore caldo per la gioia di aver donato con il suono dei nostri strumenti la magica atmosfera del natale.

Il racconto dello zampognaro continuava con alcune considerazioni che evidenziavano come la zampogna nonostante sia diventato uno strumento con evidenti influenze tecnologiche sia sempre lo strumento che non fa cadere nel buio le tradizioni smarrite, perché la tecnologia per quanto utile e a volte necessaria, non inghiotta la semplicità dei gesti e delle emozioni del passato.

Bibliografia: UTRICULUS 2002. (raffaello angelini)